Articolo a caso:
questo inizio del mondo è la fine del mondo

Domani parte per la prima volta l’LHC, un grandissimo acceleratore di particelle che avrà il compito di far collidere dei protoni di modo che si formi una amalgama di particelle subatomiche simile alla situazione dell’universo pochi nanosecondi dopo il Big Bang, l’esperimento potrebbe dare grandi risultati, alcuni hanno ipotizzato anche la formazione di un buco nero stabile che assorba materia il maniera esponenziale e inghiotta la terra in 50 mesi. Sarebbe un a gran cosa morire tutti per aver cercato di capire l’origine dell’universo.

Voglio dire meglio che morire tutti per non aver capito un cazzo come probabilmente succederà!

Sono contento che la malainformazione ci dia la speranza di un Armageddon ogni tanto, così ci fermiamo un attimo a tirare le somme della nostra esistenza, guardiamo tutto da una prospettiva più larga e ci accorgiamo che stiamo da Dio in questa roccia ammuffita che è la terra.

Magari con l’occasione saldiamo qualche conto karmico in sospeso.

Poi il giorno dopo, invece di distruggere il mondo con un buco nero, scoprono il bosone di Higgs e facciamo un passo da gigante nella comprensone dell’universo e della materia. il mondo rimane identico a prima e tutti tornano a fare i propri debiti col Karma.

buonafinedelmondo

fede

Articolo a caso:
smettere di fumare

Mio padre fumava molto, poi è finito all’ospedale, poi ha ricominciato, è tornato all’ospedale, ha smesso. Io all’epoca avevo circa otto anni se non sbaglio, non ho mai fumato, un imprinting bello forte mi ha salvato. Il mio amico zaza non è stato così fortunato. ma la scorsa settimana mi ha chiamato per dirmi che aveva smesso, io gli ho sempre rotto il cazzo per il fumo, era molto orgoglioso, giustamente.

Gli ho chiesto di intervistarlo per il mio blog, ha detto sì. Ecco cosa mi ha detto:

A che età hai cominciato? Con chi?

A scuola nel bagno…Al tempo avevo diciotto anni ero l’unico non fumatore in una classe di diciotto fumatori eper tutti sembrava che la sigaretta fosse la cosa più naturale del mondo ….tanto più che quasi la pausa sigaretta al cambio dell’ora era quasi legittimata dagli stessi insegnanti.

Come ti sentivi quando hai fatto il primo tiro?
Ah il primo tiro…era pomeriggio avevo circa tredici anni ed ero a casa d’un mio amico …avevamo trovato nel cassetto della nonna un vecchio pacchetto aperto di sigarette insieme a tanti vecchi ciaffi ,ma le sigarette erano sembrate molto interessanti. Ci siamo nascosti nel giardino e abbiamo acceso una sigaretta per sentire il gusto che si doveva provare….semplicemente orribile. Entrambi abbiamo tossito subito e ci ha dato un disgusto enorme. Spenta la sigaretta dopo il primo tiro, abbiamo passato il resto del pomeriggio a lavarci i denti per togliere la puzza del fumo.

Quando hai capito che eri diventato un fumatore e cosa te l’ha fatto capire?
Ero diventato un fumatore senza accorgermi e lo capisci quando inizi a comprare regolarmente le sigarette, non c’è un campanello d’allarme che ti avvisa se compri o fumi un’altra sigaretta diventi un Fumatore lo diventi e basta … la nicotina è una droga subdola che non da un effetto forte come le altre ma ti costringe ad una assunzione costante nel tempo

Qual’era la sensazione che provavi quando stavi senza sigarette per molto tempo?
Mancanza di libertà… o meglio sapere di voler fare una cosa cioè fumare e non poterlo fare dà la sensazione che ti stiano costringendo…il fumatore senza sigarette non ci vuole stare e le ha sempre con sé, quando uscivo da casa, controllavo se avevo le chiavi di casa,portafoglio ,chiavi della macchina,cellulare e…sigarette e accendino…potevo scordare le chiavi o il cellulare ma portafoglio e sigarette era veramente difficile.

E quando poi ne fumavi una?
Se dopo un lungo periodo fumavo una sigaretta, mi sentivo sollevato dalla voglia che avevo di fumarla…cioè se non puoi fumare e inizi a pensare :voglio una sigaretta… conti a pensarlo fino a quando non l’hai accesa e sei e quando lo fai sei libero dal pensiero che ti gira in testa come una canzone che canticchi tutto il giorno e non se ne va via.

Come hanno reagito le persone al tuo fumare nel tempo?
Bisognerebbe chiederlo a loro … io sono sempre stato una persona rispettosa dei non fumatori e ho sempre cercato di non dare fastidio col puzzo delle sigarette ma il fastidio che provochi lo percepisci quando fai fare pausa sigaretta mentre guardi un film…e la gente di guarda con fastidio ma capisce che sei drogato e non si lamenta…con i fumatori invece si fa squadra;sempre come esempio il film,ti guardi e dici “è ora della nostra pausa sigarette” e c’è subito chi ti appoggia per fumarla con te.

C’è qualche aneddoto carino che vuoi raccontare?
Aneddoti su fumo… sono tutti brutti l’unica cosa che c’è di carino è esserne venuti fuori e capire ora tante cose che potevo capire allora.

Da quanto è che hai smesso e cos’è scattato nella tua testa?

Sono solo 50 giorni…non so cosa mi sia scattatto.

Perché oggi e non ieri o domani?

Ieri non sapevo come fosse e per smettere di fare qualcosa devi prima farla…oggi perche sono stato fortunato d’aver avuto una brutta tosse e di non aver riacceso una sigaretta dopo che è passata. domani perché se dici domani rimandi all’infinito.

Puoi descriverci la sensazione fisica di disabitudine del tuo corpo al fumo?

No…ma posso dire che ho scoperto che si può respirare con due narici contemporaneamente,che esistono tantissimi odori e sapori che ho ignorato per 11 anni e sono veramente favolosi(anche una pasta al burro è una cosa buonissima  ora per me),che la mattina non si tossisce,che quando corri cedono pria i muscoli e poi forse il fiato(prima era il contrario)

Oggi cosa provi al pensiero di essere stato un fumatore?
dispiacere e un po’ di tristezza e rabbia…

E cosa provi al pensiero di vedere le persone fumare?
Cerco di far capire loro che stanno buttando via soldi,salute e sensazioni bellissime,odori eccezionali,

C’è qualcosa che consiglieresti a chi non ha mai fumato?

Chiaramente di non fumare e di dare fastidio a quanti vicino a loro fumano per fare in modo di farli sentire a disagio come hanno fatto i miei amici non fumatori…o almeno i migliori amici non fumatori che ho avuto erano quelli che mi facevano pesare ogni sigaretta che mi fumavo.

E a chi fuma?

Di smettere…io ho deciso di smettere da tempo ma solo con una malattia mi sono deciso realmente di smettere…quando ho iniziato a sentire che il gusto cambiava delle cose mi ha dato un tale piacere che non ho voluto perdere il piacere degli odori che sentivo e dei sapori…se una persona resiste per solo una settimana al non fumare può farcela per 2 e poi per 3e cosi via….ma già dopo solo 2 settimane la voglia è presso che scomparsa poi sta al cervello capire i vantaggi…personalmente ho trovato anche utile la lettura del Libro che mi hanno consigliato (è facile smettere di fumare se sai come farlo)
quando l’ho letto, avevo smesso da circa dieci giorni, ed ho trovato che il suo discorso era molto simile al mio e aggiungeva tesi che confermavano e ampliavano la mia voglia i non tornare a fumare.

C’è qualcuno che ha tentato di farti ricominciare?
Certo tutti i fumatori…perché tu che smetti sei la prova della loro vergogna…e a distanza di 50 giorni ancora provano ad offrirmi le sigarette per farsi l’illusione che se io cedo loro hanno fatto bene a non tentare di smettere…cercano una giustificazione a loro stessi.
tra i fumatori c’è spirito di squadra e vedono un compagno abbandonare la squadra e giocare con gli avversari da molto fastidio e cercano di ricomprarlo offrendogli la sigaretta…

Buonavita

fede

Articolo a caso:
Molto tempo fa (quarta parte)

ho scritto un finale a questa storia un po’ di tempo fa e rileggendolo non mi convinceva più tanto così ho deciso che sarete voi a dare un finale multiplo alla fiaba/storia, chiaramente da buon giocatore di ruolo non potevo far altro che proporvi un finale aperto, in più immagino abbiate notato che ho un po smesso di scrivere sul blog, questo perchè mi sono un po fatto prendere dal mondo del lavoro e in più non avendo molti feedback dall’esterno sotto forma di post, mi sono un po demoralizzato, ho deciso comunque di ricominciare a scrivere ma con un criterio un po diverso da quello di prima, ne saprete di più tra poco, vi dico solo che il blog avrà un carattere più specifico. aspetto quindi i vostri finali! ecco l’incipit

“E gli infiniti mondi furono invasi da distruzione e nefandezze, fame e carestia, morte e disperazione.” Continua tu…

Articolo a caso:
Molto tempo fa (seconda parte)

Al villaggio non vedendolo tornare il re lo diede per morto e allora mandò il suo secondogenito alla ricerca della dimora degli dei, anch’egli dopo molto pellegrinare arrivò al grande muro, ne scorse allora il palazzo del figlio del fabbro. Entrando il fabbro disse: “benvenuto nel mio palazzo antico eppure rinnovato dalla mia presenza”. Il principe allora rise fragorosamente e il figlio del fabbro si adirò molto seppure era curioso del motivo di tante risa. Il principe allora disse: “tu credi di essere il re di uno splenido palazzo e ti vanti addirittura del fatto che hai conquistato il palazzo sconfiggendo gli dei, ma io ti dico che non sapendo leggere le scritte apposte sul cancello tu non ti se avveduto del fatto che il palazzo in cui dimori è solo l’anfitrione del palazzo degli dei i quali sono molto arrabbiati del fatto che tu abbia ucciso il loro portiere. Sei molto fortunato che abbiano deciso di sostituirlo con te, quindi ora sei solo il portiere del palazzo degli dei.” Il figlio del fabbro allora disse: “ tu sei furbo, e sai come irretire gli animi, dici questo per trarmi in inganno e farmi abbandonare la mia reggenza, ma non ho sconfitto gli dei con la mia ingenuità bensi con l’astuzia delle mie armi, non voglio quindi che il tuo sangue infido scorra nella dimora che fu degli dei, i miei sudditi ti cacceranno dal mio palazzo e tu andrai a riferire al mondo il mio nome come il nome del re del palazzo degli dei sconfitti. Non passerai però dalla porta principale bensì ti farò passare dalla più alta delle mie finestre che dà sulla fine del mondo”. Il figlio del fabbro rise pieno della sua malizia deridendo il principe che era stato, anche solo per un attimo, illuso di avere la sua vita risparmiata. Il principe fu gettato e quando atterrò si accorse che quell’impostore del figlio del fabbro lo aveva gettato dalla serratura della porta che dava sull’entrata del palazzo degli dei. Questi infatti lo raccolsero e lo convocarono al consiglio per interrogarlo e decidere della sua sorte. Il principe era spaventato e decise di farsi ambasciatore del mondo intero invece che del solo suo villaggio sperando di salvarsi da una sorte nefasta. Disse allora: io sono il re supremo del mondo e in quanto tale vengo a parlamentare con voi divinità, per tessere le vostre lodi ma anche per apprendere le vostre conoscenze in modo da rendere il mondo un luogo migliore.” Gli dei risero di gusto e dopo molto confabulare parlarono all’unisono così: “la leggenda dice in effetti che un uomo sarebbe prima o poi arrivato a noi e dato che apprezziamo molto il tuo impegno e gli sforzi che devi aver fatto per arrivare fin qui, abbiamo deciso di insegnarti le nostre arti cosi che tu possa rendere il mondo un posto migliore, sappi pero che una volta fatto dovrai tornare qui e portare un oggetto a noi molto caro che si trova invero al collo del grande grifone nella vetta più alta del mondo. Questo oggetto dona un potere altissimo che nemmeno il più potente degli dei può sopportare, il grifone lo ha preso ed ora vanifica i nostri piani di beatitudine per il mondo”. Così parlarono ed il principe quasi trasalì alle parole degli dei.

Articolo a caso:
pubblicità no, dritta sì

sentite non sono solito fare pubblicità così tanto per fare, il fatto è che la settimana scorsa ho rinnovato l’assicurazione sull’auto, tutte le agenzie di Ancona mi dicevano che la polizza si sarebbe alzata perchè avevo cambiato posto, da Ancona alla provincia di Bologna, ve la faccio breve, mentre tutti mi chiedevano mille e cento io ho trovato un’agenzia della zona che me lo ha messo a ottocento, trentapercento netto, stesse condizioni di copertura, anzi un pelino meglio.
insomma sono aperti i contatti per i preventivi.
buonaspesa
fede

Le regolette delle primarie del pd

I vecchi del pd hanno cambiato le regole delle primarie per evitare di essere scalzati dal nuovo (se poi renzi è il nuovo…) usando la pubblicazione accessibile online come leva per evitare che alcune fette di popolazione vadano a votare, voto che poi costa 5 euro (pezzenti).
Ora questo cosa mi dice:
A)  questi non temono di fare leggi per tenersi la poltrona, tanta é la loro sfacciataggine
B) questi conoscono bene il potere della rete, è per questo che si guardano bene dal pubblicare on line le loro attività quotidiane
C) che sta gente se non vince renzi prende una legnata alle elezioni che il pd esplode.

Che ne dite?

RetroBots

un gioco da 3 a 7 giocatori, dai 10 anni in su, di Federico Latini

Componenti

  • 8 mazzi, composti da 6 carte discarica ed una carta assemblare (carte AZIONE)
  • 20 cartine colorate per ognuno dei 5 colori: giallo, rosso, verde, blu, nero (carte RISORSA)
  • 14 cartine speciali (carte RISORSA)
  • 20 tasselli energia per ognuno dei tagli: da 1, da 2, da 5
  • 7 schermi nascondi energie del giocatore, con una scheda riassuntiva del turno

Set Up

Il set up si divide tra quello che va messo in tavola e quello che ogni giocatore ottiene

In tavola:

  • disponi in tavola le carte AZIONE del mazzo bianco che vanno da uno al numero dei giocatori
  • tutte le cartine RISORSA, tranne le NERE e le SPECIALI, sono mescolate e poste sul tavolo
  • Ogni carta AZIONE DISCARICA in tavola riceve sopra di essa 2 cartine RISORSA estratte dal mazzo

Ogni giocatore riceve:

  • un mazzo di carte AZIONE del proprio colore, quindi rimuove dal gioco le carte che non sono presenti a tavola
  • uno schermo nascondi energie del proprio colore
  • 2 cartine RISORSA colorate che pone in mostra di fronte al suo schermo
  • 6 energie

Infine, tutte le cartine RISORSA NERE e le cartine RISORSA SPECIALE si mescolano con il mazzo delle carte colorate.

 Svolgimento del gioco

Tutti i giocatori segretamente selezionano una carta AZIONE dalla mano che pongono coperta sul tavolo, inseriscono segretamente sotto la carta una puntata da 0 a tutte le loro energie, quindi si rivelano le carte e le energie sotto di esse nascoste e si possono avere i seguenti effetti:

  • chiunque abbia giocato la carta numero 1, ovvero la carta AZIONE CONVERTIRE, ne esegue l’effetto. (VEDI SOTTO)
  • chi ha giocato una carta AZIONE DISCARICA  non giocata da altri paga la sua puntata e prende tutto il contenuto della discarica,  mettendole difronte al proprio schermo in modo che tutti possano vederlo.
  • chi ha giocato una carta AZIONE DISCARICA che anche altri hanno giocato si confronta con loro, chi tra questi giocatori ha la puntata unica più alta paga la sua puntata e accede alla discarica prendendo tutto il suo contenuto e mettendolo difronte al proprio schermo in modo che tutti possano vederlo. Per puntata unica si intende una puntata di un valore che nessun altro ha giocato. Se nessuno ha una puntata unica più alta nessuno accede alla discarica contesa.

Effetto della carta AZIONE CONVERTIRE

Quando si accede alla carta AZIONE CONVERTIRE (la numero 1) si scartano tutte cartine RISORSA accumulate (le quali vanno fuori dal gioco) e si ottengono energie pari alla migliore conversione possibile, le conversioni possono essere:

  1. 1 cartina per 1 energia
  2. 2 cartine di colore diverso per 3 energie
  3. 3 cartine di colore diverso per 6 energie
  4. 4 cartine di colore diverso per 10 energie

Set up di fine turno

Alla fine di ogni turno si eseguono queste azioni:
  • si aggiunge una cartina risorsa ad ogni discarica vuota, quindi si aggiunge una cartina risorsa ad ogni discarica. se in questo modo si estraggono carte RISORSA NERA queste vengono immediatamente messe sopra la carta AZIONE CONVERTIRE.
  • i giocatori possono scartare cartine RISORSA SPECIALE per ottenere degli effetti
  • le carte AZIONE giocate dai giocatori tornano nelle loro mani
I turni si susseguono in questo modo finché non si verificano le condizioni di fine partita descritte quassotto

le cartine risorsa NERE e la fine della partita

Quando si estrae dal mazzo risorse una cartina nera invece che aggiungerlo alla discarica la si mette nella carta conversione in modo che si accumuli su di essa, appena la carta conversione ha un numero di cartine RISORSA NERA su di essa pari al numero dei giocatori la prima opzione di conversione è eliminata, cioè non è più disponibile, allo stesso modo viene eliminata la seconda opzione di conversione, ovvero quando la carta convertire viene riempita con un numero cartine RISORSA NERA pari al doppio del numero dei giocatori. Al raggiungimento di un numero di cartine risorsa nere pari a 3 volte il numero dei giocatori la terza opzione di conversione è eliminata e la partita termina. Alla fine della partita i giocatori convertono le loro cartine RISORSA al meglio, chi ha numero unico più alto di energie vince.

Dice Pie

picture taken by Diacritica

A game for 2 players, from age 8 and up, of an average 10 minutes lenght, by Federico Latini

Content

  • a bag full of dice, 6 red, 6 green, 6 black, 6 blue, 6 white, 6 yellow
  • a deck of 6 cards that represent the colors of the dice in the bag

Set up

Every player picks randomly 1 of the 6 cards and keep it secret, this card will tell wich color is lucky for the player and will give him/her a bonus at the end of the game.

Game play

The first player (aka The Splitter) draws 6 dice and roll’em, then he splits the dice into 2 groups respecting the only rules that dice of the same color MUST belong to the same group. The opponent (aka the Picker) pick one group of dice, adds them to his/her pool and adds the other dice group to the Splitter’s pool. At the end of the turn the Picker must discard a die from his/her pool, then The Splitter must do the same, the player that discarded the least valuable die is the new Splitter (in case of equal values roles exchange). The game goes on likewise until sixth turns are played.

Final Score

At the end of the game players reveal their lucky card, they sum up the values of the dice in their pool, adding 6 to their sum for every lucky die they have. the player with the most valuable pool is the winner. Hurray!

Rasende Roboter

Anni fa Alex Randolf sviluppò un gioco molto particolare a metà tra un puzzle e un gioco da tavolo, il suo nome è Rasende Roboter ovvero robot rimbalzanti, chiunque lo conosce sa che è un gioco che crea forte dipendenza.

Qui in zona sono conosciuto come uno dei migliori giocatori, di conseguenza mi sono molto stupito quando sono entrato a contatto con un gruppo di giocatori assidui di Chieti/Pescara che mi hanno stracciato su tutta la linea, incredibilmente forti!

Per rispondere a questo smacco ho creato un programmino capace di farmi allenare da solo senza dovermi portare dietro il gioco ovunque, chiaramente questo programma non ha la velleità di sostituirsi al gioco ma di dare agli appassionati una possibilità di tenersi in forma.

Ecco il link al programma:

http://dl.dropbox.com/u/19644556/Game.exe

chiaramente essendo un eseguiblile sconosciuto a tutti gli antivirus potrebbero avvisarvi che non c’è da fidarsi, fidatevi invece è virus free!

se poi la casa produttrice che detiene i diritti del gioco si sentisse in alcun modo lesa da questa mia produzione è pregata di contattarmi, pararsi il culo è sempre cosa buona e giusta… ;-)

buon allenamento

Fede

pokeDe

Poket Deduction Game for Liars

by Federico Latini, age 8 and up, 10 minutes gameplay

Components

6 identities cards:

  • Red Ace
  • Black 2
  • Black Ace
  • Red 2
  • Black 7
  • Red 7
  • Red 6
  • Black 6

 

Set up

Every player get an identity card face down, they aren’t allowed to peek at it. Any left unassigned identities are put aside at the center of the table.

Gameplay

The game goes on in turns and rounds, player after player in clockwise order, every time all player has played an equal amount of turn a round is over and a card from the center of the table is revealed.

In its turn the player must choose another player, that chosen player must peek at the turn’s player identity card.

The turn player now ask one of these 3 question:

  • Is the card High or Low?
  • Is the card Red or Black?
  • Is the card Odd or Even?

The opponent must answer, but can lie or be truthful.

The turn player can now do 3 things:

  • Pass the turn to the player on the left side
  • Accuse the opponent player of lying
  • Declare what identity card he think he owns

if he Accuse or Declare he shows his card and if he is right he wins, otherwise he is eliminated.

End of the game and winner

The game ends when someone wins during a round or if everyone but one player is eliminated, that player is the winner.

 

 

I miei 50 centesimi sul Boardgame Design

Sono solo pochi mesi che ho cominciato ad interessarmi di boardgame design e a formulare giochi con un successo direi ancora mediocre, eppure ho avuto modo di fare delle riflessioni che si traducono in alcuni punti.
Cosa non fare! Ovvero il tempo perso cercando di costruire un edificio dal tetto.

  • Non scrivere il regolamento
  • Non spendere tempo e denaro in un prototipo bello da vedere
  • Non andare nei dettagli del gioco prima di playtestare

Queste tre azioni sono solo una gran perdita di tempo se prima non playtesti la meccanica base del gioco, la cosa può sembrare ovvia ma non lo è.
Io sono partito con in mente un gioco e tutto filava liscio nella mia testa, mi sono convinto che le regole andassero bene e le ho scritte. Dopo la fatica fatta per scrivere buone regole volevo subito vedere il gioco realizzato e sono passato al prototipo. Solo dopo aver lavorato sul prototipo ho fatto provare il mio gioco splendido-splendente ad un mio amico per scoprire che metà dei soldi e del tempo investiti in prototipo e regole andavano buttati! Quindi? Quindi la cosa migliore che ho deciso di fare é schiarirmi le idee.

Questione di obiettivi
“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”
Cercando di capire dove stavo navigando nel mio game designing mi sono chiesto quale fosse lo scopo di un gioco, qualsiasi gioco, e quale fosse di conseguenza lo scopo di chi ne disegna uno, sono arrivato a queste conclusioni, semplici e banali:
1. lo scopo ultimo di un gioco è divertire, dare piacere
2. ogni game designer ha lo scopo di far giocare i propri giochi
Idee opinabili ma utili a quello che sto per scrivere.

Target
Se lo scopo di un gioco è divertirsi il gioco deve essere divertente, ma divertente per chi? Definire con precisione il bersaglio di potenziali giocatori mi ha aiutato molto in quei momenti cruciali nei quali ho fatto scelte di campo come accogliere o meno una nuova meccanica all’interno del gioco o in che proporzione lasciare al caso certe dinamiche.

La miscela delle meccaniche
Una volta definita la nicchia di riferimento ho cercato la miscela delle meccaniche che fosse la vera anima del gioco. Ma in che modo mi dirigo verso una meccanica o una miscela di meccaniche?
La domanda che mi aiuta a trovare la miscela giusta è: cosa voglio che il giocatore provi? Possibili risposte sono infinite, tipo: Brain burning, Urgenza, Rischio, Controllo, Aggressività, Senso di completezza, Affiatamento e tante tante altre esperienze che il giocatore può vivere giocando, mi è bastato attingere alla mia personale seppur limitata esperienza di gioco per avere un carnet più che ampio. Una volta trovata la miscela di meccaniche che penso sia adatta per evocare le sensazioni che ho scelto passo alla parte pratica delle scelte delle meccaniche. Ma finché rimango nella teoria tutto funziona alla perfezione, quando passo alla pratica non funziona niente! Il motivo per cui ho scelto di non essere fedele ad una meccanica ma alla sensazione che il giocatore prova è perché questo mi consente di svincolarmi dalle meccaniche iniziali che non funzionano e adottare delle altre, anche suggerite da altri, senza sentire di star tradendo l’essenza del progetto.

Capire cosa sto descrivendo
Il mio passo successivo naturale è la fase di identificazione del tema, cioè mi chiedo: in quale tema questa miscela di meccaniche é più calzante? Il tema una volta scelto diventa una guida per me nella definizione dei dettagli delle meccaniche, o dell’introduzione di meccaniche complementari.

Fattore FUA
FUA é semplicemente l’acronimo di Facciamone Un Altra, il fattore FUA si trova in quei giochi dove finita la partita ne faresti subito un’altra, é testabile semplicemente se alla fine di un playtest il tuo gruppo ne vuole fare subito un altro.
Io mi sono imposto una semplice regoletta, se il gioco che ho sviluppato non ha il fattore Fua sto tradendo il mio scopo come game designer ovvero far giocare il più possibile il mio gioco, faccio un passo indietro e imbocco un’altra direzione di sviluppo. Un modo sicuro e relativamente semplice per mettere dosi di FUA nel gioco é assicurarsi di avere tanti modi per arrivare alla vittoria, ma c’è un rovescio ella medaglia: se da una parte tanti modi per vincere mi aiutano nel Fua dall’altra l’esperienza (limitata ma lucida) mi dice che poi sarò costretto ad una attenta analisi del bilanciamento del gioco. La cosa peggiore sarebbe non accorgermi che dei tanti modi per arrivare alla vittoria ce ne é uno più sicuro e veloce degli altri! Questo renderebbe il mio gioco un fuoco di paglia!

Fattore GEBE in aiuto al FUA
La frustrazione mi dispiace ammetterlo é un enorme alimentatore del FUA. Se la partita finisce dopo mezz’ora che un giocatore domina incontrastato il gioco c’è qualcosa che non va, gli altri giocatori al pensiero di rigiocare, per quanto sia stata eccitante la prima ora di gioco, ricorderanno solo quell’ultima mezzora di noia mortale. Se invece il giocatore di turno sta per diventare il mega-ricco, sburan, dreg, “vènz in cosa mè” (vinco tutto io) ed il giocatore di fianco gli chiude in faccia la partita giocando di velocità allora il FUA scatta in automatico! Da qui nasce GEBE (Game Ends Before Expected) ovvero il gioco che finisce proprio quando stavi per avere una situazione stabile, questo senso di incompletezza genera fortemente un fattore FUA

Play test
Tutto quello che ho raccontato fin ora da per scontato una cosa che è essenziale per la riuscita dello sviluppo di un gioco: il playtest.
Il playtest in realtà non è una fase del processo creativo, é semplicemente immanente nel processo creativo. Il playtest sta al game design come i numeri stanno alla matematica, é vero che esiste la matematica senza numeri ma è solo quando i numeri ti danno ragione che la tua teoria matematica acquista un senso! Ok l’esempio fa schifo ma é per dire che il playtest é la moneta corrente del game designer. Più lo fai e meglio é. Anche prima lo cominci a fare e meglio è. Se il playtest é così importante i playtester sono importantissimi, per la riuscita di un buon gioco è essenziale la costruzione di un gruppo di persone che vogliano giocare, divertirsi, collaborare. Bene dove li trovo? In realtà non credo che esistano persone così a priori, ma esistono gli amici e conoscenti i quali saranno collaborativi, pazienti, costruttivi se sapró creare il giusto clima per loro. Qual’é questo clima? In generale un clima di ascolto e rispetto delle loro idee, che spesso sono buonissime e ti pongono difronte al tuo gioco in una prospettiva diversa! I playtester sono oro per un game designer, la nascita di un buon gioco è la conseguenza della cura di un gruppo di playtester di alto livello.

Conclusioni
Per finire ti lascio con una provocazione: se mi immagino il mio futuro ideale vedo un gioco, il mio gioco, si proprio il mio, quello dove c’è scritto il mio nome sopra e che sono riuscito a pubblicare, quello che ha venduto più tutti e che mi ha reso famoso, ecco in realtà quel gioco non è mio!
Vabbè un po’ mio é, ma meno di quel che penso, soprattutto se ha avuto successo. Sì perché un gioco ha successo non solo se é divertente ma anche se risponde o anticipa lo spirito del momento, é il gioco giusto al momento giusto, per dirla alla Zoolander: “hansel, va un casino quest’anno, hansel!”. È la scena dei giocatori a fare del tuo gioco un successo accogliendo il tema e la miscela di meccaniche che lo compone. Vale quindi la pena spendere le ultime parole per darmi un consiglio: federico impara ad una annusare l’aria per sentire quale sarà il gioco di domani, gioca moltissimo a tutti i giochi possibili e di tieniti in contatto con gli altri designer per vivere lo spirito del gioco del tuo tempo!
Buon design a tutti.

da giocatore ad inventore!

é un po di tempo che mi sto appassionando ai giochi da tavolo così ho partecipato ad un concorso per inventori di giochi, ecco le regole del concorso:

in occasione del festival “Tutto è Numero” di Caldé (28-31 luglio 2011), è bandito un cimento per la creazione di un gioco astratto per due persone.
I giochi dovranno osservare i seguenti requisiti:

  • astratto
  • a informazione completa e perfetta
  • per 2 giocatori (eventualmente anche a 2+, ma sarà comunque valutata la versione a 2)
  • tempo di gioco: max 30 minuti
  • fattore fortuna inesistente o quasi

Saranno inoltre apprezzati la semplicità e chiarezza delle regole, la semplicità dei componenti (tavoliere, pezzi, ecc), rapidità del gioco (tempo medio di gioco meno elevato possibile), profondità strategica.

Ed ecco il gioco che ho scritto:

Cellulae

Un gioco astratto per 2 persone, durata media 10 minuti, dagli 8 anni in su, di Federico Latini.
In questo gioco sei una cellula primordiale, capace di riprodursi nell’ambiente circostante, di trasformare le altre cellule che trova nell’ambiente e di spostarsi per insidiare le cellule nemiche, ma tutte queste cose le puoi fare seguendo delle rigide regole di spostamento e replicazione, per di più le altre cellule nemiche possono fare lo stesso minacciando la tua esistenza come specie!

Componenti
25 tessere quadrate con i lati di due diversi colori (bianco/nero)
Una griglia 5 x 5 con gli scacchi delle stesse dimensioni delle tessere.
Per una versione piu complessa e lunga del gioco si consiglia una griglia 7×7 o addirittura 9×9 ma vanno usate più pedine.

Set up iniziale
Posizionare una tessera lato bianco in uno degli angoli della griglia, posizionare una tessera lato nero nell’angolo opposto alla tessera bianca.

Scopo del gioco
Alla fine della partita avere nella griglia almeno una tessera in più dell’avversario.

Regole del gioco
A turno, cominciando dal nero, il giocatore può eseguire una di queste due mosse:
1) Replicazione: il giocatore posiziona una nuova tessera del proprio colore nel tabellone che sia nello spazio libero adiacente ad una tessera del proprio colore, in diagonale la replicazione non avviene.
2) Spostamento: il giocatore sposta una tessera diagonalmente andando ad occupare un punto libero della scacchiera, anche se il percorso tra il punto iniziale e quello finale é occupato da altre tessere.

Contaminazione
Alla fine del turno del giocatore le tessere avversarie che hanno un lato a contatto con la pedina mossa o posizionata vengono girate, si trasformano quindi in tessere proprie.

Situazioni speciali
Se un giocatore non può eseguire una delle due mosse allora deve eseguire l’altra possibile.
Se un giocatore non può eseguire nessuna delle due mosse possibili salta il turno.

Fine della partita
La partita finisce quando la griglia è piena di tutte le tessere.

Per la cronaca sono arrivato 3°

Buongioco
fede

Un altra ingiustizia da mandare giu!

Caccia al fotone e’ una trasimissione che va in onda su radio citta’ fujico. A allora? E’ anche un posdcast che con facilità io scarico in automatico sul mio smartphone. Quindi?
Quindi parla di scienza come nessun’altra trasmissione in podcast sa fare in Italia, nemmeno radiotre scienza compete per varietà e livello di approfondimento. La cosa che stupisce e’ che non e’ fatta da un team di redazione pagato dalla radio, e’ fatta da una singola persona che si fa un gran culo… a gratis! Si hai capito bene: gratis.
Fabio (mister caccia al fotone) alla duecentesima puntata settimanale ha mollato, pensa quanto Fabio possa amare la scienza e il giornalismo radiofonico!
Ora io penso che di scienza in Italia ce ne sia tanto bisogno, anzi mi correggo non di scienza ma di pensiero scientifico quindi se leggendo questo post ti viene in mente qualcuno che possa dare una seconda possibilità (remunerata) a Fabio ti invito a contattarlo sul blog di caccia al fotone! Se non hai modo di aiutarlo direttamente fai come me, diffondi il verbo! Io ho questo spazietto sul web e lo uso, ma c’è facebook twitter, l’email, la rubrica del telefono via SMS.
Insomma io esigo che il mondo si adoperi per permettere a Fabio di continuare a fare giornalismo scientifico.
Ecco il blog:
http://caccialfotone.wordpress.com/2011/05/13/s06xe200-my-only-friend-the-end/

Ecco le considerazioni di Fabio:
http://danielebarbieri.wordpress.com/2011/01/18/e-colpa-mia/

Buonascienza
Fede