Articolo a caso:
Musica: il migliore degli allenatori

Avete mai provato quella sensazione di affaticamento proprio a ridosso della fine di un esercizio, sto parlando di quell’indebolimento che ti prende poco prima della fine dell’esercizio, sei arrivato ad un minuto dalla fine e il corpo comincia a cedere, sei all’ultima flessione e i muscoli sembrano esplodere, succede anche per cose non legate all’allenamento, tipo quando sei finalmente arrivato in bagno dopo ore che trattieni la cacca, se per caso la cintura non si slaccia rischi di cacarti addosso perchè il tuo corpo cede. Ma come? L’hai tenuta per due ore, hai fatto già 19 minuti di corsa, hai già fatto 19 flessioni e proprio all’ultimo il corpo cede? e se l’oobiettivo fosse stato fare 25 minuti di corsa, o 25 flessioni, se il bagno fosse stato 5 minuti più distante, avremmo ceduto lo stesso al diciannovesimo? ce la saremmo fatta a dosso? non credo.
Siamo noi che diciamo al corpo quando può cedere, siamo noi che decidiamo quando “mollare” (in tutti i sensi!)
Eppure il corpo ha un limite personale oltre il quale non riesce ad andare avanti, peccato che noi occidentali non abbiamo avuto mai la possibilità di sperimentarlo, o per fortuna altri direbbero. Questo perchè ci auto-limitiamo, la nostra mente è il secondino del nostro corpo incarcerato. la mente dice al corpo: “tra poco ho finito quindi devi essere stanco”, il corpo si rilassa e siete fregati!!!
E’ qui che entra in gioco il potere liberatorio della musica, non vi sto parlando della teoria di quanto è bella la musica ma vi sto parlando di due cuffie nelle orecchie con il vostro gruppo preferito, quello che suona la musica che, non importa quanto siate giù, vi risolleva il morale, vi fa volare. Io oggi l’ho provato, con i Motel Connection ho fatto i miei soliti venti minuti di corsa, le flessioni e gli addominali, posso dirvi che mentre prima stavo li a contare quando sarebbe finito il supplizio e proprio sul finale cedevo, oggi tutto è scorso liscio, ho spensieratamente divagato mentre correvo, il mio corpo ha cominciato a correre al ritmo della musica e in un batterdocchio i venti minuti sono passati, idem per flessioni e addominali. Avrò scoperto l’acqua calda ma mi è sembrato così efficace che dovevo dirvelo!
buonascolto
fede

Articolo a caso:
Problemi ad alzarmi dal letto? Cambio fuso!

Sono un po di giorni che ho cambiato fuso orario, ho deciso di andare a letto verso le nove e di svegliarmi alle cinque. in questo modo appena torno a casa dal lavoro posso evitare di attaccarmi al computer per lavorare e dedicarmi completamente alla mia famiglia.

Tutto però è partito da un problema ben più difficile, la difficoltà che ho nell’alzarmi dal letto la mattina, quando lavoravo la sera ed andavo a dormire tardi, verso l’una le due, poi la mattina come uno zombi non avevo motivazioni forti, di urgenza, per alzarmi e quindi mi alzavo solo quando era il momento di uscire e andare all’appuntamento o a portare la bimba all’asilo. Grazie a questo comportamento saltavo due bellissimi momenti della giornata in famiglia ovvero la cena e la colazione. Con questo nuovo fuso orario cena e colazione sono salvi ed in più la mattina ho un motivo molto forte per alzarmi ovvero fare le cose di lavoro al computer. E scrivere sul blog ovviamente…

Per ora funziona ma aspettiamo di vedere cosa succede nel medio e lungo termine.

buonrisveglio

fede

Articolo a caso:
Liberi tutti

Oggi ho aderito ad una iniziativa di un portale che non amo affatto: libero.it.

E per di più ho aderito ad un’iniziativa di cui non avevo bisogno. E’ solo che questa volta però l’ha fatta grossa, in senso positivo, ha dato a tutti i possessori di un sito internet la possibilità di ottenere un indirizzo “mobile” per la visibilità da cellulare, lo ha fatto in maniera chiara semplice, in pochi passi e GRATIS!

Insomma finalmente qualcuno che si rende conto che questo tipo iniziative sono un buon modo per investire sulla propria immagine.
Da oggi quindi a destra in arancione troverete il link per la versione mobile del mio sito sotto l’ala di Libero.it
se invece volete seguirmi da mobile senza passare dal sito di libero basta continuare a digitare www.federicolatini.it e sarete reindirizzati alla mia personale pagina formattata per cellulari (ve l’ho detto che non ne avevo bisogno).
Se invece volete ottenere anche voi una versione mobile del sito vi basta andare su Libero.it e seguire il passo passo.
buonamobilitazione
fede

Articolo a caso:
Sufismo, la mia non religione

Immagine di Il dito e la lunaMi sono sempre professato ateo o perlomeno agnostico, poi ho conosciuto il sufismo, è la mistica araba, chi la definisce una religione sbaglia di gran lunga, il sufismo affonda le sue radici nella realtà, nulla di più nè di meno. E’ un modo di vedere che trascende la razionalità e arriva all’essenza delle cose. Vabbè leggete il libro qui a fianco che così capite.

buonalettura

fede

Articolo a caso:
Ma chi cazzo è federico latini? ultima parte

La lettura di Dune mi apre la prospettiva oltre ogni orizzonte, decido che la felicità si ottine liberando la mente, concetti che già avevo incontrato ma non nel periodo giusto. Da quel momento, pur continuando a cazzeggiare come sempre, i valori mutano, le credenze slittano, direi che l’idea stessa di me cambia. Ed ecco la terza era. Da Federico il distruttore, il mutaforma, il matto, divento Federico il costruttore, l’ingegnere, ma anche l’eremita. Dopo due primi tentativi di costruire qualcosa con due donne, lo scoforto si abbatte su di me, due anni persi alla ricerca di una visione che non ho raggiunto. Si insidia in me l’idea che, in italia almeno, una donna che mi sappia amare e sopportare e sappia vivere serenamente il mio amore non esista, mi rassegno ad una vita da solo. Il cazzeggio continua ma non ha più lo stesso sapore. E all’improvviso arriva Veronica, una coincidenza astrale vuole che siamo entrambi a Dovadola, paesino sperduto della zona di forlì, io letteralmente la scelgo, decido che la voglio conoscere e la serata finisce con lei che mi dà un passaggio per i Link di Bologna. In poco tempo decidiamo di fare una famiglia e di passare la vita insieme, fare dei figli. Io intanto mi laureo, il giorno della mia laurea muore il mio migliore amico, trovo un lavoro e inizio subito a guadagnare bene. Perdo la mia identità e lentamente scivolo in una identità superiore chiamata Famiglia Latini, le mie priorità si fanno meno importanti, le mie soddisfazioni slittano verso altri obbiettivi, ed eccomi qui a scrivere dopo un anno e mezzo che mia figlia Artemide è nata.

Che storia! ed è solo l’inizio…

Le regolette delle primarie del pd

I vecchi del pd hanno cambiato le regole delle primarie per evitare di essere scalzati dal nuovo (se poi renzi è il nuovo…) usando la pubblicazione accessibile online come leva per evitare che alcune fette di popolazione vadano a votare, voto che poi costa 5 euro (pezzenti).
Ora questo cosa mi dice:
A)  questi non temono di fare leggi per tenersi la poltrona, tanta é la loro sfacciataggine
B) questi conoscono bene il potere della rete, è per questo che si guardano bene dal pubblicare on line le loro attività quotidiane
C) che sta gente se non vince renzi prende una legnata alle elezioni che il pd esplode.

Che ne dite?

RetroBots

un gioco da 3 a 7 giocatori, dai 10 anni in su, di Federico Latini

Componenti

  • 8 mazzi, composti da 6 carte discarica ed una carta assemblare (carte AZIONE)
  • 20 cartine colorate per ognuno dei 5 colori: giallo, rosso, verde, blu, nero (carte RISORSA)
  • 14 cartine speciali (carte RISORSA)
  • 20 tasselli energia per ognuno dei tagli: da 1, da 2, da 5
  • 7 schermi nascondi energie del giocatore, con una scheda riassuntiva del turno

Set Up

Il set up si divide tra quello che va messo in tavola e quello che ogni giocatore ottiene

In tavola:

  • disponi in tavola le carte AZIONE del mazzo bianco che vanno da uno al numero dei giocatori
  • tutte le cartine RISORSA, tranne le NERE e le SPECIALI, sono mescolate e poste sul tavolo
  • Ogni carta AZIONE DISCARICA in tavola riceve sopra di essa 2 cartine RISORSA estratte dal mazzo

Ogni giocatore riceve:

  • un mazzo di carte AZIONE del proprio colore, quindi rimuove dal gioco le carte che non sono presenti a tavola
  • uno schermo nascondi energie del proprio colore
  • 2 cartine RISORSA colorate che pone in mostra di fronte al suo schermo
  • 6 energie

Infine, tutte le cartine RISORSA NERE e le cartine RISORSA SPECIALE si mescolano con il mazzo delle carte colorate.

 Svolgimento del gioco

Tutti i giocatori segretamente selezionano una carta AZIONE dalla mano che pongono coperta sul tavolo, inseriscono segretamente sotto la carta una puntata da 0 a tutte le loro energie, quindi si rivelano le carte e le energie sotto di esse nascoste e si possono avere i seguenti effetti:

  • chiunque abbia giocato la carta numero 1, ovvero la carta AZIONE CONVERTIRE, ne esegue l’effetto. (VEDI SOTTO)
  • chi ha giocato una carta AZIONE DISCARICA  non giocata da altri paga la sua puntata e prende tutto il contenuto della discarica,  mettendole difronte al proprio schermo in modo che tutti possano vederlo.
  • chi ha giocato una carta AZIONE DISCARICA che anche altri hanno giocato si confronta con loro, chi tra questi giocatori ha la puntata unica più alta paga la sua puntata e accede alla discarica prendendo tutto il suo contenuto e mettendolo difronte al proprio schermo in modo che tutti possano vederlo. Per puntata unica si intende una puntata di un valore che nessun altro ha giocato. Se nessuno ha una puntata unica più alta nessuno accede alla discarica contesa.

Effetto della carta AZIONE CONVERTIRE

Quando si accede alla carta AZIONE CONVERTIRE (la numero 1) si scartano tutte cartine RISORSA accumulate (le quali vanno fuori dal gioco) e si ottengono energie pari alla migliore conversione possibile, le conversioni possono essere:

  1. 1 cartina per 1 energia
  2. 2 cartine di colore diverso per 3 energie
  3. 3 cartine di colore diverso per 6 energie
  4. 4 cartine di colore diverso per 10 energie

Set up di fine turno

Alla fine di ogni turno si eseguono queste azioni:
  • si aggiunge una cartina risorsa ad ogni discarica vuota, quindi si aggiunge una cartina risorsa ad ogni discarica. se in questo modo si estraggono carte RISORSA NERA queste vengono immediatamente messe sopra la carta AZIONE CONVERTIRE.
  • i giocatori possono scartare cartine RISORSA SPECIALE per ottenere degli effetti
  • le carte AZIONE giocate dai giocatori tornano nelle loro mani
I turni si susseguono in questo modo finché non si verificano le condizioni di fine partita descritte quassotto

le cartine risorsa NERE e la fine della partita

Quando si estrae dal mazzo risorse una cartina nera invece che aggiungerlo alla discarica la si mette nella carta conversione in modo che si accumuli su di essa, appena la carta conversione ha un numero di cartine RISORSA NERA su di essa pari al numero dei giocatori la prima opzione di conversione è eliminata, cioè non è più disponibile, allo stesso modo viene eliminata la seconda opzione di conversione, ovvero quando la carta convertire viene riempita con un numero cartine RISORSA NERA pari al doppio del numero dei giocatori. Al raggiungimento di un numero di cartine risorsa nere pari a 3 volte il numero dei giocatori la terza opzione di conversione è eliminata e la partita termina. Alla fine della partita i giocatori convertono le loro cartine RISORSA al meglio, chi ha numero unico più alto di energie vince.

Dice Pie

picture taken by Diacritica

A game for 2 players, from age 8 and up, of an average 10 minutes lenght, by Federico Latini

Content

  • a bag full of dice, 6 red, 6 green, 6 black, 6 blue, 6 white, 6 yellow
  • a deck of 6 cards that represent the colors of the dice in the bag

Set up

Every player picks randomly 1 of the 6 cards and keep it secret, this card will tell wich color is lucky for the player and will give him/her a bonus at the end of the game.

Game play

The first player (aka The Splitter) draws 6 dice and roll’em, then he splits the dice into 2 groups respecting the only rules that dice of the same color MUST belong to the same group. The opponent (aka the Picker) pick one group of dice, adds them to his/her pool and adds the other dice group to the Splitter’s pool. At the end of the turn the Picker must discard a die from his/her pool, then The Splitter must do the same, the player that discarded the least valuable die is the new Splitter (in case of equal values roles exchange). The game goes on likewise until sixth turns are played.

Final Score

At the end of the game players reveal their lucky card, they sum up the values of the dice in their pool, adding 6 to their sum for every lucky die they have. the player with the most valuable pool is the winner. Hurray!

Rasende Roboter

Anni fa Alex Randolf sviluppò un gioco molto particolare a metà tra un puzzle e un gioco da tavolo, il suo nome è Rasende Roboter ovvero robot rimbalzanti, chiunque lo conosce sa che è un gioco che crea forte dipendenza.

Qui in zona sono conosciuto come uno dei migliori giocatori, di conseguenza mi sono molto stupito quando sono entrato a contatto con un gruppo di giocatori assidui di Chieti/Pescara che mi hanno stracciato su tutta la linea, incredibilmente forti!

Per rispondere a questo smacco ho creato un programmino capace di farmi allenare da solo senza dovermi portare dietro il gioco ovunque, chiaramente questo programma non ha la velleità di sostituirsi al gioco ma di dare agli appassionati una possibilità di tenersi in forma.

Ecco il link al programma:

http://dl.dropbox.com/u/19644556/Game.exe

chiaramente essendo un eseguiblile sconosciuto a tutti gli antivirus potrebbero avvisarvi che non c’è da fidarsi, fidatevi invece è virus free!

se poi la casa produttrice che detiene i diritti del gioco si sentisse in alcun modo lesa da questa mia produzione è pregata di contattarmi, pararsi il culo è sempre cosa buona e giusta… ;-)

buon allenamento

Fede

pokeDe

Poket Deduction Game for Liars

by Federico Latini, age 8 and up, 10 minutes gameplay

Components

6 identities cards:

  • Red Ace
  • Black 2
  • Black Ace
  • Red 2
  • Black 7
  • Red 7
  • Red 6
  • Black 6

 

Set up

Every player get an identity card face down, they aren’t allowed to peek at it. Any left unassigned identities are put aside at the center of the table.

Gameplay

The game goes on in turns and rounds, player after player in clockwise order, every time all player has played an equal amount of turn a round is over and a card from the center of the table is revealed.

In its turn the player must choose another player, that chosen player must peek at the turn’s player identity card.

The turn player now ask one of these 3 question:

  • Is the card High or Low?
  • Is the card Red or Black?
  • Is the card Odd or Even?

The opponent must answer, but can lie or be truthful.

The turn player can now do 3 things:

  • Pass the turn to the player on the left side
  • Accuse the opponent player of lying
  • Declare what identity card he think he owns

if he Accuse or Declare he shows his card and if he is right he wins, otherwise he is eliminated.

End of the game and winner

The game ends when someone wins during a round or if everyone but one player is eliminated, that player is the winner.

 

 

I miei 50 centesimi sul Boardgame Design

Sono solo pochi mesi che ho cominciato ad interessarmi di boardgame design e a formulare giochi con un successo direi ancora mediocre, eppure ho avuto modo di fare delle riflessioni che si traducono in alcuni punti.
Cosa non fare! Ovvero il tempo perso cercando di costruire un edificio dal tetto.

  • Non scrivere il regolamento
  • Non spendere tempo e denaro in un prototipo bello da vedere
  • Non andare nei dettagli del gioco prima di playtestare

Queste tre azioni sono solo una gran perdita di tempo se prima non playtesti la meccanica base del gioco, la cosa può sembrare ovvia ma non lo è.
Io sono partito con in mente un gioco e tutto filava liscio nella mia testa, mi sono convinto che le regole andassero bene e le ho scritte. Dopo la fatica fatta per scrivere buone regole volevo subito vedere il gioco realizzato e sono passato al prototipo. Solo dopo aver lavorato sul prototipo ho fatto provare il mio gioco splendido-splendente ad un mio amico per scoprire che metà dei soldi e del tempo investiti in prototipo e regole andavano buttati! Quindi? Quindi la cosa migliore che ho deciso di fare é schiarirmi le idee.

Questione di obiettivi
“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”
Cercando di capire dove stavo navigando nel mio game designing mi sono chiesto quale fosse lo scopo di un gioco, qualsiasi gioco, e quale fosse di conseguenza lo scopo di chi ne disegna uno, sono arrivato a queste conclusioni, semplici e banali:
1. lo scopo ultimo di un gioco è divertire, dare piacere
2. ogni game designer ha lo scopo di far giocare i propri giochi
Idee opinabili ma utili a quello che sto per scrivere.

Target
Se lo scopo di un gioco è divertirsi il gioco deve essere divertente, ma divertente per chi? Definire con precisione il bersaglio di potenziali giocatori mi ha aiutato molto in quei momenti cruciali nei quali ho fatto scelte di campo come accogliere o meno una nuova meccanica all’interno del gioco o in che proporzione lasciare al caso certe dinamiche.

La miscela delle meccaniche
Una volta definita la nicchia di riferimento ho cercato la miscela delle meccaniche che fosse la vera anima del gioco. Ma in che modo mi dirigo verso una meccanica o una miscela di meccaniche?
La domanda che mi aiuta a trovare la miscela giusta è: cosa voglio che il giocatore provi? Possibili risposte sono infinite, tipo: Brain burning, Urgenza, Rischio, Controllo, Aggressività, Senso di completezza, Affiatamento e tante tante altre esperienze che il giocatore può vivere giocando, mi è bastato attingere alla mia personale seppur limitata esperienza di gioco per avere un carnet più che ampio. Una volta trovata la miscela di meccaniche che penso sia adatta per evocare le sensazioni che ho scelto passo alla parte pratica delle scelte delle meccaniche. Ma finché rimango nella teoria tutto funziona alla perfezione, quando passo alla pratica non funziona niente! Il motivo per cui ho scelto di non essere fedele ad una meccanica ma alla sensazione che il giocatore prova è perché questo mi consente di svincolarmi dalle meccaniche iniziali che non funzionano e adottare delle altre, anche suggerite da altri, senza sentire di star tradendo l’essenza del progetto.

Capire cosa sto descrivendo
Il mio passo successivo naturale è la fase di identificazione del tema, cioè mi chiedo: in quale tema questa miscela di meccaniche é più calzante? Il tema una volta scelto diventa una guida per me nella definizione dei dettagli delle meccaniche, o dell’introduzione di meccaniche complementari.

Fattore FUA
FUA é semplicemente l’acronimo di Facciamone Un Altra, il fattore FUA si trova in quei giochi dove finita la partita ne faresti subito un’altra, é testabile semplicemente se alla fine di un playtest il tuo gruppo ne vuole fare subito un altro.
Io mi sono imposto una semplice regoletta, se il gioco che ho sviluppato non ha il fattore Fua sto tradendo il mio scopo come game designer ovvero far giocare il più possibile il mio gioco, faccio un passo indietro e imbocco un’altra direzione di sviluppo. Un modo sicuro e relativamente semplice per mettere dosi di FUA nel gioco é assicurarsi di avere tanti modi per arrivare alla vittoria, ma c’è un rovescio ella medaglia: se da una parte tanti modi per vincere mi aiutano nel Fua dall’altra l’esperienza (limitata ma lucida) mi dice che poi sarò costretto ad una attenta analisi del bilanciamento del gioco. La cosa peggiore sarebbe non accorgermi che dei tanti modi per arrivare alla vittoria ce ne é uno più sicuro e veloce degli altri! Questo renderebbe il mio gioco un fuoco di paglia!

Fattore GEBE in aiuto al FUA
La frustrazione mi dispiace ammetterlo é un enorme alimentatore del FUA. Se la partita finisce dopo mezz’ora che un giocatore domina incontrastato il gioco c’è qualcosa che non va, gli altri giocatori al pensiero di rigiocare, per quanto sia stata eccitante la prima ora di gioco, ricorderanno solo quell’ultima mezzora di noia mortale. Se invece il giocatore di turno sta per diventare il mega-ricco, sburan, dreg, “vènz in cosa mè” (vinco tutto io) ed il giocatore di fianco gli chiude in faccia la partita giocando di velocità allora il FUA scatta in automatico! Da qui nasce GEBE (Game Ends Before Expected) ovvero il gioco che finisce proprio quando stavi per avere una situazione stabile, questo senso di incompletezza genera fortemente un fattore FUA

Play test
Tutto quello che ho raccontato fin ora da per scontato una cosa che è essenziale per la riuscita dello sviluppo di un gioco: il playtest.
Il playtest in realtà non è una fase del processo creativo, é semplicemente immanente nel processo creativo. Il playtest sta al game design come i numeri stanno alla matematica, é vero che esiste la matematica senza numeri ma è solo quando i numeri ti danno ragione che la tua teoria matematica acquista un senso! Ok l’esempio fa schifo ma é per dire che il playtest é la moneta corrente del game designer. Più lo fai e meglio é. Anche prima lo cominci a fare e meglio è. Se il playtest é così importante i playtester sono importantissimi, per la riuscita di un buon gioco è essenziale la costruzione di un gruppo di persone che vogliano giocare, divertirsi, collaborare. Bene dove li trovo? In realtà non credo che esistano persone così a priori, ma esistono gli amici e conoscenti i quali saranno collaborativi, pazienti, costruttivi se sapró creare il giusto clima per loro. Qual’é questo clima? In generale un clima di ascolto e rispetto delle loro idee, che spesso sono buonissime e ti pongono difronte al tuo gioco in una prospettiva diversa! I playtester sono oro per un game designer, la nascita di un buon gioco è la conseguenza della cura di un gruppo di playtester di alto livello.

Conclusioni
Per finire ti lascio con una provocazione: se mi immagino il mio futuro ideale vedo un gioco, il mio gioco, si proprio il mio, quello dove c’è scritto il mio nome sopra e che sono riuscito a pubblicare, quello che ha venduto più tutti e che mi ha reso famoso, ecco in realtà quel gioco non è mio!
Vabbè un po’ mio é, ma meno di quel che penso, soprattutto se ha avuto successo. Sì perché un gioco ha successo non solo se é divertente ma anche se risponde o anticipa lo spirito del momento, é il gioco giusto al momento giusto, per dirla alla Zoolander: “hansel, va un casino quest’anno, hansel!”. È la scena dei giocatori a fare del tuo gioco un successo accogliendo il tema e la miscela di meccaniche che lo compone. Vale quindi la pena spendere le ultime parole per darmi un consiglio: federico impara ad una annusare l’aria per sentire quale sarà il gioco di domani, gioca moltissimo a tutti i giochi possibili e di tieniti in contatto con gli altri designer per vivere lo spirito del gioco del tuo tempo!
Buon design a tutti.

da giocatore ad inventore!

é un po di tempo che mi sto appassionando ai giochi da tavolo così ho partecipato ad un concorso per inventori di giochi, ecco le regole del concorso:

in occasione del festival “Tutto è Numero” di Caldé (28-31 luglio 2011), è bandito un cimento per la creazione di un gioco astratto per due persone.
I giochi dovranno osservare i seguenti requisiti:

  • astratto
  • a informazione completa e perfetta
  • per 2 giocatori (eventualmente anche a 2+, ma sarà comunque valutata la versione a 2)
  • tempo di gioco: max 30 minuti
  • fattore fortuna inesistente o quasi

Saranno inoltre apprezzati la semplicità e chiarezza delle regole, la semplicità dei componenti (tavoliere, pezzi, ecc), rapidità del gioco (tempo medio di gioco meno elevato possibile), profondità strategica.

Ed ecco il gioco che ho scritto:

Cellulae

Un gioco astratto per 2 persone, durata media 10 minuti, dagli 8 anni in su, di Federico Latini.
In questo gioco sei una cellula primordiale, capace di riprodursi nell’ambiente circostante, di trasformare le altre cellule che trova nell’ambiente e di spostarsi per insidiare le cellule nemiche, ma tutte queste cose le puoi fare seguendo delle rigide regole di spostamento e replicazione, per di più le altre cellule nemiche possono fare lo stesso minacciando la tua esistenza come specie!

Componenti
25 tessere quadrate con i lati di due diversi colori (bianco/nero)
Una griglia 5 x 5 con gli scacchi delle stesse dimensioni delle tessere.
Per una versione piu complessa e lunga del gioco si consiglia una griglia 7×7 o addirittura 9×9 ma vanno usate più pedine.

Set up iniziale
Posizionare una tessera lato bianco in uno degli angoli della griglia, posizionare una tessera lato nero nell’angolo opposto alla tessera bianca.

Scopo del gioco
Alla fine della partita avere nella griglia almeno una tessera in più dell’avversario.

Regole del gioco
A turno, cominciando dal nero, il giocatore può eseguire una di queste due mosse:
1) Replicazione: il giocatore posiziona una nuova tessera del proprio colore nel tabellone che sia nello spazio libero adiacente ad una tessera del proprio colore, in diagonale la replicazione non avviene.
2) Spostamento: il giocatore sposta una tessera diagonalmente andando ad occupare un punto libero della scacchiera, anche se il percorso tra il punto iniziale e quello finale é occupato da altre tessere.

Contaminazione
Alla fine del turno del giocatore le tessere avversarie che hanno un lato a contatto con la pedina mossa o posizionata vengono girate, si trasformano quindi in tessere proprie.

Situazioni speciali
Se un giocatore non può eseguire una delle due mosse allora deve eseguire l’altra possibile.
Se un giocatore non può eseguire nessuna delle due mosse possibili salta il turno.

Fine della partita
La partita finisce quando la griglia è piena di tutte le tessere.

Per la cronaca sono arrivato 3°

Buongioco
fede

Un altra ingiustizia da mandare giu!

Caccia al fotone e’ una trasimissione che va in onda su radio citta’ fujico. A allora? E’ anche un posdcast che con facilità io scarico in automatico sul mio smartphone. Quindi?
Quindi parla di scienza come nessun’altra trasmissione in podcast sa fare in Italia, nemmeno radiotre scienza compete per varietà e livello di approfondimento. La cosa che stupisce e’ che non e’ fatta da un team di redazione pagato dalla radio, e’ fatta da una singola persona che si fa un gran culo… a gratis! Si hai capito bene: gratis.
Fabio (mister caccia al fotone) alla duecentesima puntata settimanale ha mollato, pensa quanto Fabio possa amare la scienza e il giornalismo radiofonico!
Ora io penso che di scienza in Italia ce ne sia tanto bisogno, anzi mi correggo non di scienza ma di pensiero scientifico quindi se leggendo questo post ti viene in mente qualcuno che possa dare una seconda possibilità (remunerata) a Fabio ti invito a contattarlo sul blog di caccia al fotone! Se non hai modo di aiutarlo direttamente fai come me, diffondi il verbo! Io ho questo spazietto sul web e lo uso, ma c’è facebook twitter, l’email, la rubrica del telefono via SMS.
Insomma io esigo che il mondo si adoperi per permettere a Fabio di continuare a fare giornalismo scientifico.
Ecco il blog:
http://caccialfotone.wordpress.com/2011/05/13/s06xe200-my-only-friend-the-end/

Ecco le considerazioni di Fabio:
http://danielebarbieri.wordpress.com/2011/01/18/e-colpa-mia/

Buonascienza
Fede